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Il mio Development Traineeship in Norvegia

“Diciamolo” il mio inglese non è così britannico, dovrei trasferirmi all’estero per un po’ di tempo.
Non posso credere che è finita l’era del cazzeggio (università) e d’ora in avanti si lavora e si fatica…
Non voglio imboccare una strada qualunque, voglio il meglio. Si ma qual è il meglio?
Era un po’ questa la mia situazione a Gennaio 2011 quando ho partecipato alle selezioni AIESEC.
Ero alla ricerca di un’esperienza totalmente diversa, volevo vivere all’estero, conoscere gente di diverse culture e mentalità..quella italiana mi sta un po’ stretta! … era il momento ideale!
Vengo selezionato da AIESEC ma, dovendo rispondere ad un’interessante offerta di stage qui in italia, metto nel cassetto tutto e rimando…a Maggio quando entro definitivamente a far parte di AIESEC Catania.
Per via del mio livello B2 di Inglese da “The Italian Man Who Went to Malta” (video), non posso partecipare ad uno stage tecnico in azienda. Ma il mio curriculum è abbastanza buono ed i ragazzi al comitato mi consigliano di partire per uno stage di sviluppo, così da avere la possibilità di migliorare il mio inglese, praticandolo.
Agli inizi di Giugno vado in vacanza in Norvegia, Oslo per un lungo finesettimana con i miei amici.
Al mio ritorno, seppure distrutto mi metto al pc, controllo facebook: “ok tutti vivi e spacinnati”, apro gmail e vedo una mail da Gabriele, il mio EP Manager: “Incredibile offerta di stage di sviluppo sociale ad OSLO. Partenza prevista il 20 Giugno. Durata 6 settimane. Vitto e alloggio forniti. URGENTE SELEZIONE.”
NNamo! In una settimana faccio il colloquio via Skype con Elisabeth, vengo selezionato, preparo tutto, prenoto l’aereo e sono nuovamente in Norvegia.
La Norvegia è di sicuro un paese sviluppato, ricco, civilizzato e pacifico, forse uno dei maggiori. Proprio per questi motivi è estremamente sensibile nei confronti delle popolazioni meno fortunate. Aiesec Norway, HERO, il comune di Bærum, Lions Club e sponsor organizzano un campo estivo, Aktiv Sommer, per i bambini figli di richiedenti asilo politico.
I rifugiati politici sono aiutati a 360° dal governo norvegese, ma finchè non viene loro concessa la cittadinanza non possono lavorare ed in diversi casi avere un’istruzione. Questo processo spesso richiede molto tempo, due anni a volte…con il rischio di essere rifiutati ed aspettare per una seconda chance. Si ritrovano, quindi, a vivere senza una reale vita sociale, con pochi stimoli e sostanzialmente in comunità separate.
Su 200 applications sono stati selezionati 15 Interns provenienti da tutte le parti del mondo, con lo scopo di portare a termine il primo progetto di Aiesec Norway e di avere un impatto positivo su queste comunità.
Siete dei pionieri.. ci dicono! :D
Passo la prima notte in ostello, e l’indomani incontro Ida, la project manager, e Ahmed, stagista Egiziano reduce dalla rivoluzione e completamente fuori di testa, iniziamo a parlare come se fossimo amici da na vita. Sostiene che Ida sia una “bella gnocca” e come non dargli torto :P
Insieme raggiungiamo Sandvika, città a 15km da Oslo, luogo dove vivremo e dove si svolgerà il campo. Finalmente incontro tutti gli altri interns! Sono “ubriaco”, mi presento a 13 persone in 3 secondi…parlano tutti in inglese, non c’è un italiano (grazie a dio) siamo in una casa enorme circondata dal verde e io ci vivrò per 6 settimane. Il posto è tranquillo, come gran parte della Norvegia, ma Oslo si raggiunge facilmente no problem.
Le prime due settimane di stage le spendiamo in preparazione, siamo divisi in gruppi per fasce d’età. Il mio gruppo si occuperà dei bambini dai 7 ai 13 anni, i più “indemoniati” ed attivi, ma del resto il progetto si chiama Activ Summer :D
E’ in questo periodo che, in un meeting, conosciamo Iklaque ed Elina volontari presso il comune di Bærum. Dovete sapere che il Comune di Bærum, seppure piccolo come Santa Maria di Licodia, è il più ricco della Norvegia (e la Norvegia è davvero ricca)! E loro erano lì per organizzare il nostro tempo libero :D Ci hanno fatti da guida, da compagni di birra, da pilota di aereo e di barca, ci hanno dato una macchina ed un casino di altre cose. Abbiamo legato tantissimo con queste due persone…tra le più importanti in questa esperienza.
Nelle settimane di preparazione incontriamo anche Rim e Mohammad entrambi Pachistani, responsabili e rappresentanti dei genitori. E’ grazie a loro che iniziamo a renderci conto del reale contesto in cui andremo a lavorare, della situazione in cui vivono specialmente i più grandi (noia, senso di inutilità, chiusura) e a quante idee lontane dalla realtà avevamo! Il rapporto con loro e tutta la comunità (a prevalenza pachistana) mi ha dato tanto e vivere a contatto con la popolazione norvegese da una parte, gli interns e loro dall’altra mi ha aperto la mente.
Nelle successive tre settimane si è svolto il campo Aktiv Sommer 2011.
All’inizio è stata dura. La maggior parte dei bambini non parlava inglese…e soprattutto noi non parlavamo Norvegese! Molti di loro erano ribelli, si arrampicavano sugli alberi, scappavano ..nsomma na tragedia:D E’ stato però bello guadagnarsi la loro fiducia, rispetto, capire le loro necessità, il loro modo di vivere ed il bisogno di instaurare legami umani. Per questo, seppure avessimo pianificato minuziosamente tutte le attività, dalla seconda settimana in poi abbiamo imparato a organizzarci sulle loro necessità!
Nell’ultimo giorno del campo si è tenuto il Global Village , una festa organizzata da noi Interns e Aiesec per le famiglie, i bambini, l’organizzazione di Rim ed Hero (NGO che gestisce i centri per i richiedenti asilo politico). Abbiamo avuto l’opportunità di presentare le nostre culture, li ho shoccati con cannoli alla ricotta, latte di mandorla e pasta al pistacchio :P ho indossato un Kimono, l’elmo Norvegese (quello con le corna :D), ho scoperto che anche in Norvegia hanno un’antica tradizione di Marranzani :D ho ballato musiche diverse…Ah…piccolo dettaglio, il Global Village si è tenuto nello studio di registrazione dove i Foo Fighters hanno inciso un album! Ed ho conosciuto il produttore Claus …come Santa diceva lui ;)
Quel giorno di festa per noi, è stato purtroppo un giorno tremendo e indimenticabile per tutta la Norvegia. Dopo poche ore abbiamo appreso la terribile notizia sulla bomba ad Oslo. E’ stato un duro colpo per tutta la nazione ed invevitabilmente mi ha turbato.
Il popolo norvegese è perfetto! Avverti sicurezza ovunque, c’è un senso di fiducia diffuso e di civiltà indescrivibile. Sono cordiali e attenti alle regole. Conosci un tipo nell’autobus e ti racconta quanti figli ha, dove vive, quanto guadagna e qual è il nome sul citofono. Sono aperti alle diversità e a tutte le razze e culture. Una ragazza mi ha ospitato per 3 giorni (gli ultimi) dopo aver parlato con me si e no per un paio di ore. E’ una sensazione piacevole trovarsi in un tale contesto e sono sicuro che mi mancherà!
In definitiva la mia è stata un’ottima esperienza, sono davvero felice di essere partito, ho imparato a superare alcune mie paure e ad essere entusiasta anche di cose apparentemente superflue. Ho imparato che in Norvegia devi essere organizzato e comprarti la birra al pomeriggio perchè se no al pub la paghi 10€, che se limoni con una NG (norwegian girl) non significa che “è fatta”, 10 min dopo potrebbe chiederti “chi sei?”, che se balli come i truzzi diventi il loro idolo, che 3 ore di buio al giorno non sono affatto male! vivi di più! (magari però di inverno è un tajo visto che è al contrario).
Ho conosciuto un sacco di gente fantastica, i ragazzi di Aiesec Norway, due insostituibili volontari del comune di Bærum, i bambini al campo e sicuramente gli altri interns..con alcuni dei quali ho veramente legato tanto.
Facciamogli il culo!
caffelatte con pettinata incorporata… spazzolata dentifricio mentolato su sapore caffè
let’s work
Bob Marley - Jamming
Primi passi con l’Ukulele :D
Tabasco Commercial
frizione usa e getta